Campane tibetane, vibrazioni sonore e fisica quantistica

Campane tibetane, vibrazioni sonore e fisica quantistica

Partecipare a una seduta di suoni armonici creati dalle campane tibetane provoca gli effetti piacevoli di un massaggio rilassante.
E’ molto strano, ma è sufficiente sdraiarsi a terra e ascoltare i suoni per percepire un concreto benessere fisico.
Il beneficio va oltre il corpo, arrivando all’interno.
Il massaggio manuale tocca la parte esterna, sciogliendo i muscoli; le campane tibetane rilassano anche la mente, generando un piacere difficile da descrivere a parole.

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Come mai?

Il suono è una forma di energia molto potente.
E’ una vibrazione non sempre udibile dall’orecchio umano.
Le onde sonore accarezzano e scaldano la pelle in maniera simile al massaggio, producendo effetti sugli organi corrispondenti.
La tradizione indiana racconta che il mondo è stato originato da un suono, l’OM, considerato la vibrazione da cui tutto proviene e a cui tutto ritorna.

Le vibrazioni sonore costituiscono la più semplice modalità di comunicazione della materia cellulare e quindi si propagano all’interno del corpo.
Ogni giorno siamo sottoposti a un’infinità di rumori che, uniti ai disturbi psico-fisici, creano dei blocchi energetici. Le campane tibetane riportano le cellule allo status originario.

All’inizio della seduta un suono destrutturante “sgretola” le impurità che si sono formate: il suono attraversa il corpo come onde del mare o folate di vento che trascinano via le scorie. Poi le vibrazioni strutturanti iniziano il lavoro di riarmonizzazione.

Questi strumenti sono dei vasi che vengono fatti vibrare con un batacchio in legno sul bordo e sono costituiti da una lega di sette metalli, lo stesso numero delle note musicali: agiscono su ciascuno dei sette chakra a seconda del metallo prevalente.
Nel caso di disarmonia fra corpo e spirito, e quindi di malattia, i blocchi che si formano impediscono il propagarsi delle onde che, in condizioni di salute, fanno vibrare l’organismo come uno strumento naturale, allineandosi alla frequenza della terra, simile a quella umana.

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Non bisogna guardare tutto questo come a uno strano fenomeno New Age: fin dall’antichità i filosofi hanno riconosciuto la forza del suono e Pitagora scoprì che numeri e suoni erano strettamente legati da precisi rapporti matematici, affermando che l’armonia tra i due conducesse all’essenza del Tutto.
Nell’Ottocento nasce invece l’acustica moderna: il fisico tedesco Ernst Chladni riesce a rendere visibili gli effetti della vibrazione del suono su una superficie piatta su cui era posta della sabbia che si disponeva in modo da comporre figure geometriche diverse a seconda delle differenti altezze del suono.

Se si pone del liquido all’interno delle campane tibetane e si fanno suonare, si creano delle onde secondo le leggi di Faraday.
Aumentando la vibrazione si assiste a uno strano fenomeno: le onde diventano sempre più complesse, la superficie si rompe e si formano delle goccioline chiamate walker drops che presentano, contemporaneamente, un comportamento sia da onda che da particella. Una condotta tipica delle particelle subatomiche studiate dalla fisica quantistica le cui conclusioni sembrano avvicinarsi in qualche modo alla visione buddistica del mondo in cui tutto è interconnesso.

L’influenza operata dal suono è testimoniata anche dalla musicoterapia, che lo utilizza per curare e riabilitare.
La musica classica, e in particolar modo Mozart, sembra stimolare l’intelligenza.
Così come studi effettuati nell’Università statunitense di Madison rivelano che ascoltare musica sinfonica aumenti la produzione di latte nelle mucche e renda la crescita delle piante più rigogliosa.
Vennero seminati gli stessi semi in due serre con le medesime condizioni di fertilità, umidità e temperatura, ma in una delle due era presente musica tutto il giorno. In questa il mais germogliò più rapidamente, il peso della pannocchie risultò maggiore e la fertilità del terreno aumentò rispetto alla serra in cui la musica non era diffusa.
Si è addirittura scoperto che alcune vibrazioni sonore sono in grado di distruggere un particolare microrganismo parassita che attacca il mais.

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E’ affascinante quando il sapere antico e la saggezza di cui è portatore s’incrociano con gli studi degli scienziati moderni.
Nel momento in cui questi cercano d’imbrigliare la materia e definirla in formule matematiche, si scopre che l’energia di cui è permeata sfugge misteriosamente…

Paola Iotti

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