COME RICORDARE I SOGNI

Abbiamo visto nell’articolo del mese scorso “Perchè non ricordo i sogni”, quante persone si affliggano per questo problema e quali siano le cause che portano a dimenticare o che inibiscono il ricordo.

Ci occuperemo ora di come ricordare i sogni, riportando alcuni semplici espedienti che, messi in atto con costanza, possono sbloccare anche il sognatore più reticente. Ricordando sempre che questo avverrà tanto più facilmente, quanto più la motivazione a volere ricordare i propri sogni sarà forte.

Per stimolare la nostra mente a ricordare i sogni è necessario comportarsi come se GIA’ si fosse sognatori collaudati; così tenere un quaderno-diario dei sogni con relativa penna sul comodino, sarà il primo decisivo passo. Il secondo sarà abituarsi ad usare il quaderno tutti i giorni, anche quando il sogno ancora non affiora o si dissolve con la luce del mattino. Sarà sufficiente anche solo trascrivere un’ immagine, fissare su carta una sensazione o un pensiero, per mettere in moto uno stimolo potente che favorirà il ricordo regolare dei sogni. Naturalmente, non appena i sogni arriveranno, il quaderno-diario verrà utilizzato tutte le mattine, allo scopo di trascrivere i sogni appena fatti, i collegamenti che possono emergere con gli avvenimenti del giorno precedente, i sentimenti e le emozioni provocate dal sogno.

Ma resterà sempre a portata di mano anche di notte, durante occasionali risvegli. E’ infatti molto più facile ricordare i sogni durante i risvegli notturni; per questo fioriscono nelle riviste o nei forum online diversi discutibili stratagemmi. A questo proposito ho raccolto alcune autentiche “perle”, sulle cui validità e “serietà” non mi pronuncio, in quanto rientrano in ambiti di sperimentazione troppo personali e limitati. Le riporto a titolo di curiosità e senza commentarle, lasciando al giudizio del lettore il compito di farvi o no affidamento.

  • Bere molta acqua che, stimolando la diuresi, costringe a svegliarsi e ad obbedire ad un urgente bisogno fisiologico. Mettere una sveglia che suoni ogni due ore circa.
  • Assumere caffeina
  • Mangiare “pesante”
  • Fumare marijuana

Ma torniamo ad indicazioni più ortodosse, collaudate e meno dannose per la salute del corpo.

Dare un titolo al sogno contribuisce a focalizzare la nostra attenzione sul processo ormai avviato e, stimolando l’immaginazione e la creatività, creerà un contatto sempre più facile con l’inconscio che favorirà il ricordo dei sogni.

Mettere sotto il cuscino o sul comodino un oggetto che abbia una valenza simbolica, (una pietra dura, un sasso, una foto, un’immagine che ci colpisce, ecc.) o un significato particolare per noi e che ci porti a ripensare al mondo dei sogni. Ogni piccolo gesto che si fa con l’intento di ricordare, anche quello che ci appare più stupido o inutile, ha la sua efficacia e la sua validità.

Prendere l’impegno mentale, al momento di addormentarsi, di trascrivere al mattino i sogni; creare anche una piccola visualizzazione o affermazione mentale che aiuti il proposito. Ad esempio si potrà ripetere: “Ricorderò i miei sogni al mio risveglio” lentamente e continuamente fino a scivolare nello stato ipnagogico che precede il sonno. Giorno dopo giorno la convinzione e la volontà influiranno in modo positivo sul processo del ricordo.

Al risveglio, restare nel letto senza cambiare posizione e tornare con la mente all’ultima immagine che affiora. Da questa tornare indietro, riavvolgendo la storia come fosse un gomitolo; cullarsi quindi nell’impressione e nelle sensazioni provocate dal sogno, senza attivare il corpo fisico e la mente “diurna” che, con la volontà esplicita di ricordare, a volte, cancella ogni immagine.

Evitare la sveglia ed anche la musica se si osserva che inibiscono il ricordo. I sogni rimangono in una memoria “volatile” che si dissolve con molta facilità. Alzarsi in fretta, fare colazione, correre al lavoro sono azioni che spesso cancellano in poco tempo il ricordo più chiaro, le emozioni più sentite relative al sogno.

Fare un inventario della giornata precedente, dal momento che molti sogni sono suscitati da quanto si è vissuto o pensato. Aspettarsi di conseguenza che gli avvenimenti che colpiscono in modo particolare o i pensieri che frullano in testa in modo ossessivo, possano suscitare un sogno.

Condividere i sogni con altre persone. Raccontarli al partner o a chi prova lo stesso interesse, formare piccoli gruppi di lavoro e di condivisione. Lo stimolo e la suggestione provocata dal racconto, così come l’attitudine all’ascolto e alla visualizzazione delle immagini altrui, costituiscono un mezzo formidabile per favorire la memoria onirica.

Queste semplici regole seguite con costanza, così come elencate o adattate alla propria situazione e sensibilità, sono la risposta più semplice ed immediata al problema di come ricordare i sogni.

Sogni che non vanno considerati solo labili immagini notturne capaci di incantarci per la varietà e stranezza delle situazioni, ma segnali precisi che, risalendo dalle profondità inconsce, hanno la capacità di monitorare ed “illuminare” il percorso che stiamo compiendo aiutandoci a “leggerlo” e dandogli un significato più ampio.

Ma come si possono indurre i sogni a prendere in esame un determinato problema che ci assilla o con il quale ci dobbiamo confrontare? Lo vedremo nel prossimo numero dove affronteremo uno degli argomenti più affascinanti, le cui radici affondano nella storia dell’umanità

 

Fonte web 10387552_747643158676248_1244396481299640694_n

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