IKIGAI

IKIGAI

In giapponese può essere tradotto come “senso della vita”, anche se nella nostra lingua non esiste una reale traduzione che gli faccia giustizia. In realtà si tratta di una filosofia di vita, attraverso la quale trovare una “ragione per alzarsi la mattina”.

Mi sembra molto importante, in questo momento di inizio ripresa della nostre vite, portare luce su questo argomento. Siamo stati dentro le nostre case, ognuno di noi ha avuto modo di fare un pò un bilancio, un punto della situazione e molti, per ragioni differenti stanno iniziando a riprogrammare il quotidiano. E’ necessario re-inventarsi e trovare nuove strade o anche solo dare una bella spolverata a quelle già intraprese. Come quando si torna dalle vacanze, dopo una lunga estate, in questa ripresa lenta dopo la quarantena, possiamo iniziare a creare il nuovo che sarà costruito con le nostre scelte consapevoli in connessione con i nostri valori di rispetto di se stessi, degli altri, dell’ambiente e soprattutto di libertà. C’è un’altra frase meravigliosa giapponese che mi accompagna da tanti anni: Crisi = Opportunità, cioè la capacità di trarre vantaggio da ogni momento di difficoltà, c’è sempre un lato buono della medaglia, se non si porta a casa il risultato si impara una lezione, dunque non si perde mai.

Ma vediamo ora cos’è l’Ikigai: è composto fondamentalmente da 4 pilastri, che servono per andare a scoprire quali sono i nostri talenti, quello per cui noi siamo portati, cosa ci piace fare e come trasformare tutto questo in un lavoro remunerativo. Riuscire in poche parole vivere e lavorare secondo le nostre passioni e in base alla nostra natura.
Prima di tutto prendiamo un foglio in cui facciamo 4 cerchi che devono intersecarsi al centro, lì nella zona in comune, ci sarà il nostro “ikigai”.
Nel cerchio in alto scriviamo ciò che amiamo fare – la nostra Passione, in quello a destra mettiamo ciò che sappiamo fare meglio – la nostra Vocazione, nel cerchio a sinistra scriviamo ciò che serve al mondo, ciò che posso fare per rendere il mondo migliore, quello di cui c’è bisogno – la nostra Missione ed infine ultimo, ma non meno importante, in quello in basso mettiamo quello che può creare guadagno, ciò per cui posso essere pagato – la Professione.
Quello che farà coincidere tutti questi quattro aspetti definirà il nostro IKIGAI, ciò per cui siamo venuti a farci questa esperienza sul pianeta.
 
Prendiamoci il nostro tempo, scriviamo con calma, meditiamo, un pochino ogni giorno, quando siamo ispirati, impariamo ad ascoltarci, ad osservarci, le idee vengono fuori quando siamo in connessione con la nostra anima.
Io sto facendo così, il mio Ikigai è una continua evoluzione, c’è sempre tempo per migliorare e cambiare degli aspetti e poco per volta la rotta della nostra vita. La vera capacità dell’uomo è quella di sapersi adattare al cambiamento.
Cominciamo dalle piccole cose, un passo per volta, iniziamo a stupirci, a meravigliarci di ciò che ci sta attorno, a fare le cose che ci piacciono e a farle con passione, con l’intenzione di esplorare, se proprio non sappiamo da dove partire. Prendiamo 21 gg durante i quali ogni girono dedichiamo almeno mezzora a scrivere un parte del nostro Ikigai, la strada verrà da sé.
In relatà è un atteggiamento che ho sempre avuto  nella mia vita, ora ho solo imparato a dargli un nome. Quando ero giovane e stavo cercando un lavoro che mi piacesse, visto che avevo fatto l’università per una cosa che poi come lavoro non mi piaceva per niente… le ho provate tutte, ho anche fatto la cameriera in un bar, per poi capire che proprio non era la mia storia… poi mi è venuta un’idea, sono partita da un “uovo”, era Pasqua e ho recapitato a 4 giornaliste, il mio curriculum in un uovo di carta, quelli che si comprano dal cartolaio, dopo un mese mi hanno chiamata, e ho iniziato a lavorare per i giornali di moda… Mi piacevano i vestiti, amavo le foto dei giornali… Ho messo insieme passione, talento, senso di missione, facendomi pagare… è vero erano altri tempi, ma è sempre il momento giusto per noi, c’era la crisi del golfo anche allora e si respirava aria di recessione anche allora.
Più avanti, quando ho cambiato lavoro di nuovo a 38 anni, nel 2008 a inizio della crisi, quando mi sono iscritta alla scuola di naturopatia che per fortuna era con una formazione olistica, quindi ho provato tutte le strade che mi sono state proposte, per poi capire che il massaggio, il tocco, era la cosa che più mi faceva sentire bene, che “non mi sembrava di lavorare”… ora sono ancora nella ricerca e qualcosa di nuovo tirerò fuori. Mi piace aiutare e ascoltare gli altri e spronarli a tirare fuori il meglio di loro, a fare in modo che liberino la loro energia e che si muovano nella direzione della salute.
Iniziamo a capire quello che ci porta gioia, facciamo caso a quello che ci chiedono gli altri e che noi facciamo con piacere, alcuni miei insegnanti di medicina cinese dicevano, scopri quando sei pronto per qualcosa quando gli altri iniziano a chiederti di farlo… Iniziamo a capire come possiamo diventare una risorsa per gli atri, cosa ci fa brillare gli occhi, osserviamo il nostro presente.
Per fortuna in questo periodo c’è stato un grande risveglio delle persone, sempre di più sto sentendo di persone che hanno iniziato a meditare, non sottovalutiamo anche il potere della visualizzazione, sforziamoci di vedere la nostra “diapositiva”, la visione di noi felice che stiamo facendo qualcosa che ci piace e ci fa stare bene. Cerchiamo di scoprire se quello che stiamo facendo è coerente con il nostro sentire o se stiamo conducendo una vita che ci siamo cuciti addosso per far piacere a qualcuno, magari ai genitori o a regole della società che abbiamo “accettato” ma che non ci fanno stare bene.  Ci stiamo facendo andare bene delle scarpe strette o ci stiamo muovendo nella direzione del nostro cuore? All’inizio non sarà facile, possiamo essere criticati, ma possiamo piano piano costruirci il nostro Ikigai e solo così potremo essere connessi con il nostro vero senso della vita.
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