Il TRANSURFING – Vadim Zeland

IL TRANSURFING
Vadim Zeland

Breve descrizione.

Vadim Zeland è uno scrittore e ricercatore russo che qualche anno fa ha conquistato il mondo con i suoi libri sul Transurfing, che è un insieme di tecniche per la gestione della realtà e in definitiva della propria vita.

Più di questo sul misterioso autore non vogliamo aggiungere, tanto più che di lui si conosce davvero poco, ma come si fa con un cantante, a noi interessa ascoltare le canzoni, non speculare sulla vita privata.

 

Dicevamo, il Transurfing. In Italia sono stati tradotti e pubblicati circa 10 libri, più una raccolta di tarocchi, tutti incentrati su queste tecniche molto potenti – e questo lo affermiamo con convinzione e cognizione di causa, avendone testato la validità personalmente e in più di un’occasione – ma il tutto si potrebbe concentrare nelle seguenti poche parole: “Non credere nella realtà che ti circonda”. Ma è già troppo, potremmo ridurre ulteriormente con queste due piccole, semplici sillabe:

“SVE-GLIA”!

Dario Morandi e Luca Nali

Alla fine gira tutto intorno a questo, dobbiamo svegliarci dal sonno nel quale permaniamo per quasi tutta la nostra vita e cominciare a gestirla consapevolmente invece di subirla. 

“Più facile a dirsi che a farsi.” sentiamo commentare qualcuno, “Provate ad avere i problemi che ho io!” 
Credete che non lo sappiamo? Chi più chi meno, tutti abbiamo avuto i nostri problemi e tutti abbiamo vissuto situazioni nelle quali ci siamo sentiti angosciati, soli e senza via d’uscita. Non è il caso di fare la classifica di chi ha avuto in sorte la lezione più dura. Il punto qui è capire che il passato – per quanto pesante sia stato – è passato… non pensiamoci più, o per meglio dire, pensiamoci se proprio non possiamo ancora farne a meno, ma lasciamo cadere il suo carico di dolore, odio, risentimento e andiamo avanti, quello è il passato e non deve più avere effetto su di noi.

Gestire la propria vita è possibile e decidere di farlo da questo momento in avanti o continuare a camminare col volto rigato di lacrime costantemente rivolto all’indietro, è una scelta solo e totalmente nostra.

Come dicevamo, sono stati scritti più di dieci libri sull’argomento e certamente non possiamo riportare in questa sede tutte le tecniche e tutti gli aspetti di questa “pratica”. Qualcuno potrebbe pensare, “Ma se tutto si riduce a concetti semplici come Svegliarsi dal sonno e Rendersi conto, perché scriverne così tanto?” Perché quando siamo alla stazione di servizio in autostrada, tante volte dobbiamo fare il giro completo prima di raggiungere l’uscita e solo in quel momento ci rendiamo conto che, non solo non ci serviva nulla di quel che c’era esposto, ma che l’uscita era proprio li vicino a noi, senza bisogno di fare il giro. Tuttavia senza quel percorso non lo avremmo imparato. Sembra un paradosso ma spesso è così. 

Con il Transurfing è uguale, alla fine del viaggio (o all’inizio del vero viaggio), vi potrebbe capitare di sorprendervi a pensare, “Ma è tutto qui, è così semplice e banale?” Si e no allo stesso tempo.

È come imparare a suonare uno strumento, quando osserviamo quelli bravi, i musicisti di alto livello, fanno sembrare tutto ciò che fanno molto semplice, ma non appena dovessimo provarci noi, ci accorgiamo che non è proprio così. Per nessuno è facile all’inizio, ci vuole impegno, volontà e perseveranza. 
Ma nemmeno questo è del tutto vero. Prendiamo ancora l’esempio della musica – ma potrebbe andar bene anche lo sport o qualsiasi altra attività umana che richieda dedizione e sacrificio – e facciamoci quest’altra domanda (come vedete le domande sono molte, ma senza di esse non troveremmo le risposte): se riusciamo a ricordarci di quella volta in qui ci siamo sentiti davvero coinvolti e totalmente assorbiti da quello che stavamo facendo, quasi rapiti dalla nostra attività, quei momenti durante i quali riuscivamo a mettere nel nostro lavoro tutta la nostra passione e tutta la nostra energia, momenti senza tempo, quando le ore sembravano scorrere in un battere di ciglia; magari stavamo facendo qualcosa di faticoso che richiedesse impegno, volontà e perseveranza, ma quando mai, nonostante tutto questo, ci siamo sentiti sacrificati?

Tutto quello che nasce dall’anima è un capolavoro e il regalo più bello che possiamo fare alla nostra vita e a noi stessi, è ascoltare la sua voce e cominciare a trasformare la nostra vita in un capolavoro, unico e irripetibile.

Dario Morandi

Per fare questo è molto importante non andare dietro a modelli altrui. In questo senso anche il Transurfing non è un modello da seguire, ma solo un insieme di indicazioni utili a trovare il proprio modello – anch’esso unico e irripetibile – e grazie ad esso realizzare il fine vero e autentico della propria vita (tutti ne abbiamo uno).

La fregatura è che non ce lo dicono. “I pendoli”, così li chiama Zeland, sono: 

“…delle strutture energetiche (il concetto è analogo a quello di eggregora) che prendono vita quando i pensieri di un gruppo di persone vanno nella stessa direzione, creando un flusso coerente che inizia a vivere di vita propria e ad assoggettare le persone ai propri scopi, al fine di auto perpetrarsi. Zeland li definisce pendoli perché oscillano su determinate frequenze ed hanno bisogno di continuare a vibrare su quelle frequenze per restare in vita … se nessuno li alimentasse si estinguerebbero.”

Questi pendoli per perpetrare se stessi, nascondono molto furbescamente alle persone il vero potere che ci è proprio e ci fanno credere che dobbiamo stare “al nostro posto”, stare tranquilli sulla nostra catena di montaggio. Tutto quello che dobbiamo fare è (questo lo aggiungiamo noi): nascere, crescere, produrre, consumare e infine morire. No grazie. Siamo molto di più di questo, anzi, siamo altro. Dobbiamo saperlo però, ci serve a poco avere 10 milioni di € sul conto se nessuno ce lo dice, e la cosa assurda è che la maggior parte di noi, pur avendo a disposizione tutto quel patrimonio, continua a vivere da povero (lo intendiamo in senso spirituale, ovviamente… ma anche un po’ in senso materiale).

Quindi torniamo al punto di partenza, la parola magica è “SVEGLIARSI”, riprenderci dal nostro sogno inconscio e trovare la nostra strada, senza seguire modelli altrui o imposti da altri.

“Ma tutto questo non sarà mica la solita “aria fritta” di stampo new-age?!”

Ognuno è libero di pensare e credere quel che vuole e sarebbe vero per lui/lei. Per noi è semplice fisica quantistica. Oggi spesso questa è la parolina magica usata per ammantare di credibilità qualsiasi sciocchezza. Come facciamo a capire di cosa parliamo in questo caso? Solo provando, solo mettendolo alla prova. Se funziona, molto bene, se non funziona, “Ciaone” e amici come prima. C’è tutto da guadagnare e nulla da perdere… tanto più che siamo sempre disposti a provare qualsiasi schifezza o cibo spazzatura che ci viene proposta dal supermercato sotto casa e allora perché non provare questo.

Luca Nali Facilitatore Vibrazionale

Il bello di tutto ciò è che non c’è nessuna pretesa di avere ragione su nulla, nessuno ha ragione e tutti hanno ragione. Ognuno di noi è un mondo a sé e riceve il riflesso dei pensieri e delle azioni che invia al proprio specchio. Il mondo non è quello materiale che noi crediamo di vedere, percepire, toccare, odorare, questo è solo il suo riflesso. Il mondo “vero” per molti versi è proprio quello al di là dello specchio (avete presente “Alice nel paese delle meraviglie” – tra parentesi, da dove credete che arrivino queste fiabe immortali?) ed è operando su quel lato della realtà che diventiamo capaci di cambiare la realtà “da questa parte”. Purtroppo però noi, persi per tutto il tempo nel nostro sogno inconscio, cerchiamo di operare sul riflesso della realtà anziché sulla realtà stessa.

Per cambiare la realtà “vera” dobbiamo prima ricordare di svegliarci e dobbiamo imparare a gestire i nostri pensieri. 

Comincia a sembrare abbastanza complicato, vero? Nulla di preoccupante, stiamo facendo il nostro giro all’interno della stazione di servizio. Alla fine scopriremo che non ci serve nulla di tutto quello che i “Pendoli” vogliono venderci, ma questo non significa che il viaggio non possa essere piacevole.

Come si dice, tante volte il viaggio stesso è più importante della meta.

Un piccolo suggerimento per iniziare però ve lo vogliamo dare. Si chiama “Esercizio di Presenza”. 

Prendete l’abitudine, tutte le volte che vi ricordate, di fermare quello che state facendo, fermate anche i vostri pensieri inconsci, quel continuo chiacchiericcio che “urla” ininterrottamente nella nostra testa, e rendetevi conto di voi stessi. Rendetevi conto di chi siete, di dove siete e di quel che state facendo: “Bene, fermi un attimo, in questo momento io so chi sono, mi rendo conto che sono qui e sono totalmente presente su quel che sto facendo.” 

Fatelo più volte al giorno e vi stupirete dei risultati. 

C’è molto di più di così da scoprire? Certamente sì, ma quello che abbiamo voluto condividere in queste righe è un inizio. Non ci vuole poi molto, è sufficiente una piccola spintarella e ogni timida e soffice pallina di neve, può trasformarsi in una valanga. La decisione spetta solo a noi.

Un abbraccio grande come la gioia e Namastè

Luca Nali & Dario Morandi

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