SELF CARE – Come funzioniamo – QUARTO CHAKRA

https://youtu.be/iqHUm2aeC08
Il Quarto chakra si chiama ANAHATA al centro del petto, 3 dita sopra alla linea dei capezzoli tra Cuore e la ghiandola Timo. Il suo colore è il Verde e il suo elemento è il Fuoco.
Fisicamente corrisponde ai Polmoni, legati anche allo scambio con gli altri, al diaframma, in relazione con il respiro, al Cuore che è la sede dell’amore e mdello Shen (Spirito) in medicina cinese, alla ghiandola endocrina Timo che è in relazione con il sistema immunitario, al seno, al sistema circolatorio. Parte dal petto e finisce nelle mani. I palmi delle mani così come le braccia sono un prolungamento del chakra del cuore, permettono di esprime l’amore, l’affetto, con il tocco.
Legato anche alla zona delle spalle, alle scapole spesso dolenti sulla schiena, come se si ricevesse una “pugnalata” da dietro…
Nel chakra del cuore si incontrano energeticamente le energie dei chakra del basso con quelle dei chakra dell’alto, è una sorta di centralina energetica, un laboratorio dove si mescolano e si trasformano le emozioni  e i sentimenti. Creano energeticamente un merkaba, l’unione di un triangolo con la punta in giù e uno con la punta in su, o anche due piramidi se vogliamo vederla in senso tridimensionale. Rappresentano anche l’unione di maschile e femminile, la coppia alchemica che si fonde grazie all’amore.
In medicina cinese il cuore è l’imperatore, è legato alla parte fisica e super protetto dai vari organi, ma è anche legato alla parte spirituale e mentale detta Shen. Il cuore e il Sangue sono legate alle emozioni, ai pensieri, la sua manifestazione è la gioia e il canto (collegamento con il quinto chakra).
La zona del Cuore è molto sensibile, ai dolori, alle delusioni, ai traumi e per sopravvivere e andare avanti noi costruiamo delle corazze proprie in questa zona, delle protezioni che diventano l’unico modo per superare situazioni difficile, che si manifestano però come indurimenti, mancanza di sensibilità e freddezza. Le corazze, ce le possiamo immaginare come delle protezioni in metallo, che non fanno altro che scaldare facendo uscire rabbia, ansia, gelosia, verso l’alto congestionando pensieri e emozioni.
Questo chakra va in disarmonia di fronte a dolori improvvisi, perdite, lutti, tradimenti, sofferenze amorose, separazione dai genitori, abbandoni.
Il cuore in pace e in amore è capace di perdonare, di lasciare andare, di accogliere e di comprendere gli errori, le ingiustizie, le debolezze dell’altro. Il cuore ferito, che non vuole prendere l’occasione della crescita evolutiva invece rimane incastrato in questo risentimento che lo blocca, spesso invalidando anche fisicamente il potenziale attraverso malattie, dolori che schiacciano.
Il perdono può essere innescato solo dall’emozione più forte che sprigiona dal cuore: l’AMORE. Parlo di perdona anche di se stessi, delle proprie debolezze, dei propri tempi ed aspettative. La cosa più semplice e molte volte più difficile è lasciare andare. Molte volte la mancanza di perdono diventa una gabbia nella quale ci incastriamo e ci ammaliamo, senza permetterci di superare e andare avanti.
La sfida del quarto chakra è quella di amare se stessi e andare a sanare le ferite del nostro bambino interiore. Sanare le nostre FERITE del bambino interiore e diventare madre e padri e di noi stessi.
Molto spesso nelle relazioni si cade in questo tranello di basare al relazione sulle ferite.
Quando si entra in confidenza con una persona si rivelano i nostri punti deboli, le nostre ferite, si tolgono i veli e si rivela qualcosa di sè. Se però questa relazione diventa squilibrata, cioè si incarica l’altro di dover sanare le nostre ferite, così nella relazione di coppia come nelle amicizie, la cosa non può funzionare.
Quando questo chakra è in squilibrio si può incontrare spesso nella manifestazione della “sindrome della piccola fiammiferaia” io la chiamo così… ce l’avete tutti un’amica che ha sempre bisogno, che in qualche modo manipola perchè lei è sempre quella che non può, non ce la fa… e chiede a voi o si mette nella condizione per cui voi dovete risolvere il problema o in qualche modo accudirla… ecco io sono specializzata ad attirare questa tipologia di persone e l’ho scoperto bene facendo un gran lavoro su di me, sentendomi spesso incastrata in queste situazioni.
La relazione può funzionare solo se si è entrambe coscienti delle proprie ferite, nelle amicizie così come nella coppia, solo se si è deciso di risolvere autonomamente i propri dolori, perdonandosi e perdonando l’altro. Senza manipolare, controllare e schiacciare gli altri o se stessi nel ruolo di vittima. C’è anche un fiore di bach molto indicato per questa situazione che è Willow, che aiuta a prendersi una responsabilità cosciente della propria vita, alzandosi verso la propria evoluzione.
Andiamo a verificare intorno a noi che tipo di relazioni abbiamo, come viviamo il rapporto con noi stessi e con gli altri. Accettandoci, sentendoci forti, concentrati sulla nostra crescita.
Nutrire il chakra del cuore è la cosa più importante da fare, attraverso l’amore, che possiamo risvegliare togliendo i blocchi, per esempio con il respiro, con la musica, con il movimento e con la meditazione.
A me aiuta molto la recitazione dei mantra che leniscono e elevano le vibrazioni e anche il Grazie di Fabio Marchesi accompagnato dalla visualizzazione di IMMANENZA, cioè che qualcosa di bello stia per accadermi, mi hanno aiutato nei momenti cruciali della mia crescita personale e mi stanno aiutando anche ora.
Credo molto anche negli atti psicomagici che ognuno può fare per rompere, spezzare delle situazioni o relazioni poco sane, per esempio il congelare un barattolo di vetro con il coperchio nel freezer con acqua e il nome della persona scritto sulla carta, con me ha sempre funzionato, ma ognuno si può sbizzarrire e crearsi il suo.
La più grande capacità dell’uomo è quella di sapersi adattare al cambiamento, sapere evolvere in questa esperienza di vita per migliorare secondo la propria crescita personale e trovare la strada migliore per manifestare le proprie capacità e la propria essenza. Questo siamo chiamati a fare in questo momento di enorme caos, di assoluta incertezza nei confronti del futuro: rimanere fermi in mezzo alla tempesta, radicati e concentrati nella nostra crescita. Consapevoli di cosa succede fuori, ma in connessione con il nostro io interiore e indirizzati attraverso la nostra intenzione/immaginazione a creare un nuovo destino per la nostra vita e il nostro mondo.
Il chakra del cuore è direttamente connesso con il respiro, la respirazione circolare è fondamentale come esercizio, andando a inalare con il naso e salare con la bocca si fa salire l’energia partendo dal primo chakra e si espande poi l’apertura del cuore con le braccia e il petto aperti muovendosi come una spirale.
Per il chakra del cuore il fiore che si usa è Holly che va a sanare il cuore ferito e permette l’espressione dell’amore. Tra i fiori australiani Little Flannel Flower che serve per amare se stessi e alleggerire il cuore con la giocosità e anche Blue Bell il fiore dell’amore incondizionato, che esalta la capacità di amare.
Tra gli oli essenziali il più indicati c’è la Rosa Damascena, rimuove i blocchi e apre la comunicazione del cuore simboleggia l’amore incondizionato. Bergamotto molto utile anche per l’ansia per il conforto, porta gioia in momenti di emergenza. Ma anche il Gelsomino connette mente e spirito e anche Lavanda che sblocca un cuore chiuso e oppresso, Neroli estratto dai fiori dell’arancio, più indicato per le problematiche di coppia e Mandarino per ritrovare la giocosità del bambino interiore.
Tra le pietre la più in indicata in assoluto è il Quarzo Rosa posizionato sul cuore amplifica la forza del chakra e lo protegge. Sul cuore a seconda di come sta la persona si possono usare molte pietre, io sconsiglio sempre le ossidiane perchè assorbono molto e se non si è seguiti da qualcuno esperto si rischia di prendere tutto quello che c’è in giro e di far fatica a far uscire quello che di bello abbiamo dentro di noi. In generale su questo chakra vanno bene anche i cristalli o lo smeraldo come pietra preziosa.
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